Cavalli e Shuttle

Quanto segue è un ragionamento che ho trovato su un vecchio numero della rivista Tuttonormel (rivista del settore Impianti Elettrici). Ho sempre sostenuto che noi Elettrotecnici siamo dotati di un certo grado di goliardia, questo piccolo articolo ne fornisce prova schiacciante. Si vuole infatti dimostrare la relazione tra le natiche dei cavalli e le dimensioni dei vettori spaziali.

Nel progettare qualcosa, il contesto storico e culturale è sicuramente uno dei dati di ingresso più importanti. Disponibilità di materiali, grado di tecnologia ecc rimangono dunque vincoli importanti. Sicuramente, una delle leggi scientifiche più importanti (più importante delle leggi della Dinamica e della conservazione dell’Energia) è una delle leggi di Murphy:

“Se si necessita di N componenti per la realizzazione di un progetto , se ne avranno sempre a disposizione N-X, con X che va da 1 a N”

I razzi propulsori degli Shuttle (progettati dalla ATK Thikol nell’Utah) presentanto ingombri importanti. In realtà i progettisti avrebbero voluto farli più grandi ma hanno dovuto fare i conti con la fase di trasporto: sarebbero stati trasportati in treno.

Ovviamente, una ferrovia degna di tale nome passa attraverso qualche tunnel. Questo aspetto è il punto di partenza del ragionamento proposto.

  • I tunnel ferroviari sono poco più larghi di una carrozza ferroviaria;
  • La dimensione della carrozza ferroviaria è determinata dalla distanza tra i binari (scartamento);
  • Le prime ferrovie americane furono costruite dagli inglesi che quindi le costruirono “a modo loro”(scartamento di 4 piedi e 8,5 pollici);
  • Le prime ferrovie inglesi furono costruite dalle stesse imprese di costruzione che costruivano le tramvie;
  • Le prime carrozze del tram avevano la stessa larghezza delle carrozze a cavalli;
  • Le carrozze a cavalli avevano la stessa larghezza dei solchi presenti nelle vecchie strade inglesi (in caso contrario si sarebbero danneggiate più frequentemente);
  • Le prime strade inglesi (ovviamente) sono state realizzate dai romani, che le percorrevano con i loro carri da guerra;
  • I carri da guerra romani avevano la larghezza necessaria per “tenere” il sedere di due cavalli;

Da questi elementi si evince che:

“La larghezza dei razzi dello Shuttle è stata influenzata (e fortemente vincolata) da scelte/necessità di duemila anni prima”

Questo ci consente anche di affermare empiricamente che alcune norme tecniche sono fatte letteralmente “a culo di cavallo“.

Matteo Gentileschi

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